--> the gang, recensione

The Gang

the gang

Brevi cenni storici:
 
Sono un gruppo  rock marchigiano , formato dal nucleo storico dei due fratelli (laureati in giurisprudenza) Sandro e Marino Severini, entrambi nativi di Filottrano (AN)  e la partecipazione di altri musicisti di notevole spessore artistico.
All’inizio della loro carriera, e grazie all’esperienza maturata a Londra, in stretto contatto con la scena sociale e musicale della capitale inglese, vicino ai disoccupati ed emarginati della periferia cittadina, assunsero come proprio modello il gruppo dei Clash .
Rientrati in Italia, incominciano un lungo periodo di repertoriazione .
I primi pezzi vengono composti direttamente in lingua inglese con tematiche e musicalità riprese da due album fondamentali dei Clash, London Calling del 1979 e il successivo Sandinista.

severini

Nel 1984 i Gang decidono di far uscire un album autoprodotto. Si tratta di “Tribes’ Union”, comprendente otto brani scritti certamente sotto l’influenza dei Clash, ma nel quale si nota anche la crescente influenza del musicista inglese Billy Bragg.
L’album viene accolto entusiasticamente dalla stampa specializzata e anche se i testi sono in inglese e con forti tematiche, qualcuno comincia a parlare di evento culturale e timidamente di vero rock italiano.

Nel 1986 esce il loro secondo LP, “Barricada Rumbe Beat” sempre in inglese e ancora più esplicito nei testi, ma qualcosa gradualmente è cambiata, il ritmo si contamina, appaiono cadenze derivanti dal Rhythm’n’blues e i Gang si avvicinano maggiormente alla tradizione popolare accostandosi anche al Dub, alla Black music e alla realtà sociale afroamericana.

Nel 1989 esce un album interlocutorio, “Reds”, lo stesso anno firmano un contratto, ma con la clausula di godere di nessuna interferenza esterna e della più ampia libertà di espressione, assicurando nel contempo la necessaria distribuzione.
I gang si schierano a favore di ogni lotta civile e si esibiscono insieme ad artisti e gruppi come i Pogues, Blasters, Jesus and the Mary Chain ed infine con lo stesso Billy Bragg.

La svolta si ha all’inizio degli anni 90, quando i fratelli Severini  decidono di comporre in italiano, perché vogliono essere più diretti e perché per denunciare degrado, situazioni sociali e politiche non si può prescindere dalla madre lingua.
Anche dal punto di vista musicale i tre album che seguiranno, Le Radici e le ali(1991), Storie D’Italia (1993) e Una Volta per sempre(1995) risulteranno influenzati dalla tradizione popolare e possono essere annoverati tra i migliori album del cosiddetto Folk Rock italiano, inserendo una chitarra acustica a dodici corde, violino, fisarmonica, armonica, fiati ed anche una banda di paese.

Si sviluppa nel contempo un nuovo rapporto dei Gang con l’arte e il loro percorso individuale, cominciano ad essere attratti dall’epica e dalla poesia narrativa, sviluppando così la metafora e il linguaggio profetico come antidoto alla perdita della memoria individuale e collettiva, uno dei mali della società italiana.
Così nel 1997 nasce l’album “Fuori Controllo”, i Gang ritornano alla classica struttura rock – basso, chitarre e batteria e dedicano il lavoro a personaggi della storia del nostro Paese, visti come eretici, appunto come “fuori controllo” : ci sono Giordano Bruno, Davide Lazzaretti, Pier Paolo Pasolini, don Giuseppe Puglisi (il parroco palermitano ucciso dalla mafia) Nicola Sacco, Ilaria Alpi e Santa Maria Goretti .

 

Nel 2000 pubblicano l’album “Controverso”, mantenendo la stessa struttura rock,  sentendosi  sempre legati alle proprie radici e alla teologia della liberazione, tenendo conto dello sviluppo economico dell’Italia e delle diverse contraddizioni generate nel Nord e nel Sud.

Nel 2001 nasce il progetto Gang con i Modena City Ramblers  congiungendo  due generazioni di combat – folk – rock . I due gruppi iniziano una lunga tournee  e indimenticabile rimarrà  la serata del 25 aprile a Macerata in una piazza Mazzini stracolma di oltre 6000 persone.
Nel 2002 fanno girare in rete una canzone clandestina , “All’ultimo sangue” regalata al movimento per la pace, contro ogni guerra.

Nel 2004 lavoreranno con il gruppo marchigiano di ricerca e canto popolare denominato “La Macina”, con i quali continua una costante collaborazione artistica.

Nel 2006 infine è la volta dell’ultimo album,  “Il Seme e la Speranza”, registrato in casa per permettere a Paolo Mozzicafreddo, batterista dal 1997, già malato, di partecipare alle registrazioni. Morirà il 19 giugno 2006 all’età di 31 anni.E’ ora sostituito da Piero Montecchiari.
Il disco è dedicato al lavoro della terra e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Lo spirito dell’album è quello della testimonianza storica delle radici contadine del nostro Paese o meglio dedicato all’”umanesimo contadino” come ama dire Marino Severini durante i concerti.

 

VISITATE IL SITO: www.THE GANG.it

Ecco cosa proporremo il 26 luglio nella serata denominata “NOT(t)E D’AUTORE”.

 

siti dei musicisti

http://www.thegang.it/

Vedi la galleria della serata

 

copyrait www.gruppoxxl.it